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Cose da dire a…

Il testo che segue l’ho trovato per caso qui. E’ veramente bello e me lo sono voluto “salvare” per non perderlo di vista. Quello che mi ha attirato maggiormente all’inizio è la parte “…Lo stato ti fotte. Non è una questione politica, è lo scopo del sistema…”. 🙂
Ma anche il resto merita…

La verità non esiste o comunque non vive tra gli uomini. Te lo spiegano i matematici e, con eleganza, quel tizio di 2500 anni fa che quand’è nato aveva già 97 anni. Non esiste neppure giustizia. Se pensi che esista e che sia anche uguale per tutti, sei già una palla persa. Esiste solo l’attimo, il momento in cui decidi se fare qualcosa che strapperà la tela o non farlo. Se la tela si strappa non c’è legge, sentenza, pena, multa o vendetta che possano ricucirla. Solo uno strappo in più. Per questo, nonfare è meglio che fare, però anche nascere è strappare una tela e se hai deciso di venire al mondo di strappi dovrai farne e subirne. Apri gli occhi.

I genitori ti fottono. I figli ti fottono. Le colpe dei padri ricadono sui figli e questa regola non ha eccezioni. Lo cantano in coro a cappella Cristo, Jeova, Buddha e Freud. Se hai figli, cerca di non far troppi danni. Se non ne hai, preparati a fare i conti con te stesso.

Lo stato ti fotte. Non è una questione politica, è lo scopo del sistema. Non sono le istituzioni a meritar rispetto, sono gli uomini. Chi ti parla di “rispetto delle istituzioni” o non sa di cosa cazzo sta parlando o sta per fotterti. Lascia perdere destra, sinistra e tutte le altre cazzate. Lo stato è un participio passato che reclama diritto di cittadinanza sul tuo tempo. Un morto che s’è invitato a cena a casa tua. E tu sei la cena.

I preti ti fottono. Qualcuno in senso figurato e qualcuno in senso letterale. Vale per cristiani, maomettani, ebrei, buddisti e quelchetipare. C’erano dei e dee migliori, una volta, potevi capirli da solo, sentendo il vento tra i rami o guardando l’acqua di mare in un’impronta sulla sabbia. Ma sono tutti morti o se ne stanno nascosti da qualche parte. Trovane almeno uno, trattalo bene e parlaci senza intermediari. Se non lo trovi, passa quel che ti resta da vivere a cercarlo. In città non ce ne sono, fidati di Eschilo.

Sai cacciare? Sai pescare? Sai andare in mare? Sai andare in montagna? Sai accendere un fuoco sotto la pioggia? Se non sai fare queste cose, impara come si fanno. Ti servirà e ti piacerà. Se stai facendo una vita dove questa roba non ti serve, cambiala. Non hai molto tempo a disposizione.

Vai a vivere in un posto dove tu possa coltivare un orto, con una buona visuale su tutti i fronti. Se casa tua non è così, vattene.

Prepara la fuga quando le cose vanno bene. Quando vanno male, è troppo tardi per accorgerti che ti serve un piano B.

Impara a curarti e a curare. Prima di aver bisogno davvero di un medico, ce ne vuole. Se arrivi al punto di averne davvero bisogno, buona fortuna.

Impara a cucinare.

Fai ginnastica.

L’acqua è preziosa.

Non sprecare e non sporcare.

Fatti i fatti tuoi. Sii gentile con tutti, ma non metterci troppo a mandare affanculo chi deve andare affanculo. Impara a stare coi giovani e coi vecchi. Se stai da solo è meglio. Le persone sono importanti, la gente no.

Non fare nulla che non ti vada di fare. Quando non sai se ti va o no di far qualcosa, pensa a come ti sentirai il giorno dopo.

Non prendertela. Non discutere. Non c’è mai niente che valga la pena d’essere dimostrato. Quando capisci qualcosa, lo capisci da te. Le discussioni non servono.

Impara a leggere. Ci sono libri che rendono un uomo migliore di com’era prima di averli letti. Sono pochi, ma ci sono. Leggi gli autori, non i critici.

Impara a scrivere. Le parole sono magiche e la loro magia funziona.

Impara ad ascoltare la musica.

Impara a farti raccontare le storie degli uomini, delle cose e degli spiriti. Ricordale e poi raccontale a qualcun altro.

Assisti almeno a un parto [quelli su YouTube non valgono].

Assisti almeno a una morte [quelle su YouTube non valgono].

Preparati a morire. Quando sarà il momento se succederà come vuoi tu è meglio.

Lascia le cose pulite e in ordine.

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